Toxoplasmosi: cos’è e come si manifesta

toxoplasmosi-gravidanza-infezione-gattoLa toxoplasmosi è una patologia data dal protozoo Toxosplasma Gondii, appartenente alla specie degli apicomplexa e quindi dotato di una struttura cellulare (detta complesso apicale) formata da microtubuli, fibrille a altri organuli, con i quali si introducono negli animali ospiti, particolarmente sviluppata. Infatti attraverso una specie di microscopico trapano (detto conide) il parassita si apre un varco nella membrana cellulare e penetra all’interno della cellula dove si riproduce, utilizzando il citoplasma come nutrimento.

Organismi di trasmissione

L’ospite principale del Toxoplasma Gondii è il gatto, in quanto all’interno dell’organismo di questo felino può operare la riproduzione sessuata, mentre molti altri animali a sangue caldo possono fungere da ospiti intermedi, tra questi elenchiamo: mosche, vermi, uccelli e ovviamente gli esseri umani. Se il gatto è un portatore sano, nell’uomo questo protozoo causa la toxoplasmosi, un disturbo piuttosto pericoloso, specialmente per le donne in gravidanza, in quanto può causare aborto o danni permanenti al feto. Tuttavia se il soggetto che contrae la malattia è dotato di un efficiente sistema immunitario, il suo organismo può produrre degli anticorpi specifici per combattere il malessere tramite i linfociti (risposta immunitaria adattativa) e fornirgli così una protezione per tutta la durata della sua vita.

Pazienti a rischio

Purtroppo però vi sono casi in cui il nostro sistema immunitario può essere debilitato o troppo indebolito per combattere questo parassita, questo avviene ad esempio nei pazienti immunodepressi affetti da HIV e quindi particolarmente vulnerabili. Possono considerarsi a rischio gli individui che hanno un titolo anticorporale specifico inferiore a 1/64, questo indice serve per identificare le donne in gravidanza affette e tale informazione è fondamentale per la diagnosi e guarigione del feto.

Infatti qualora la toxoplasmosi venga accertata nella donna è possibile operare una diagnosi prenatale, tramite il rilevamento di anticorpi IgM specifici e la prova di isolamento del toxoplasma nel sangue del feto. Anche se i rischi per l’embrione dovuti a questa pratica diagnostica sono giudicati eccessivi rispetto all’obbiettivo che devono soddisfare, soprattutto se consideriamo che i farmaci assunti dalla madre per combattere la patologia sono efficaci anche per curare l’ eventuale fetopatia toxoplasmatica.

Manifestazioni della patologia

Ricordiamo inoltre che la toxoplasmosi può manifestarsi in tre diverse forme: toxoplasmosi in pazienti immunocompromessi, come malati di cancro, AIDS o appena usciti da un trapianto d’organi; toxoplasmosi in soggetti sani e toxoplasmosi congenita, con maggiore probabilità che la malattia abbia contagiato la madre durante gravidanza, altrimenti il feto ne naturalmente è immune.

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